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Energia Pulita

Il Sistema Green Economy Toscana si basa esclusivamente sull’uso di biomasse agroforestali completamente di origine vegetale. Sono le più diffuse nel nostro Paese: abbiamo circa 20 milioni di tonnellate all’anno di ‘materiale’ ricavato dai sottoprodotti dei boschi, (cimali, ramaglie, potature, diradamenti), dai residui derivanti dalla lavorazione del legno (cortecce, sfridi, refili, segatura, trucioli), fino agli scarti come le paglie, i gusci e i noccioli della frutta.

Le biomasse agroforestali sono un’energia rinnovabile, perché si rigenerano in natura, e il loro utilizzo riduce in modo significativo l’emissione di gas serra in linea con il protocollo di Kyoto presentando una serie di ulteriori vantaggi rispetto ai combustibili di origine fossile:
  • sono prive di piombo, zolfo e altri inquinanti, ovvero non producono piogge acide;
  • sono completamente biodegradabili;
  • non inquinano le acque superficiali e di falda.


Contribuiscono a un bilanciato mix energetico nazionale


Il bilanciamento dell’energia consumata e immessa nella rete energetica nazionale è fondamentale. Infatti, molte delle energie rinnovabili forniscono energia a intermittenza (ad esempio solo quando c’è il sole o quando c’è il vento). Le biomasse, invece, consentono una fornitura flessibile e costante di energia e in questo modo rendono stabile e sostenibile il carico energetico nazionale.
Essendo una tecnologia sicura che adotta un combustibile rinnovabile e ampiamente disponibile in natura, le biomasse contribuiscono significativamente a rafforzare la sicurezza energetica del nostro Paese in modo sicuro, semplice ed efficiente.
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I vantaggi


La filiera bosco – legno – energia contribuisce allo sviluppo economico e sociale oltre che ambientale dell’intera Toscana, senza dimenticare che tra le fonti rinnovabili, le biomasse agroforestali rappresentano una risorsa preziosa ad oggi scarsamente utilizzata e spesso considerata rifiuto. Il loro utilizzo per la produzione di energia ha effetti positivi sull’ambiente e sulla popolazione, sostenendo una scelta coerente per il futuro energetico del nostro Paese.
Non dobbiamo dimenticare che l’utilizzo dei residui delle lavorazioni agroforestali dà nuovo valore ad un grande patrimonio della Toscana, la regione tra le più boscate d’Italia.

La filiera corta permette di presidiare il territorio, frenando e invertendo fenomeni di spopolamento, contribuendo al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni delle zone rurali. Garantisce la prevenzione idrogeologica grazie alla manutenzione e alla corretta gestione del bosco: il rischio idrogeologico, infatti, è fortemente legato all’abbandono della coltivazione e all’invecchiamento del bosco.

La realizzazione della filiera collegata alla produzione di energia consente un incremento dell’occupazione: si stima che l’installazione di circa 70 impianti, ciascuno di potenza inferiore a 1 MW, corrisponde ad un incremento occupazionale per almeno 700 – 1000 addetti. Si crea un volano importante in zone per lo più marginali dove, tra le più significative criticità, emerge il fenomeno del lavoro irregolare con preoccupanti ripercussioni sulla sicurezza e sulla regolarità dei cantieri forestali.

L’attenzione alla tutela dell’ambiente e alla salute dei cittadini è garantita dal fatto che i piccoli e moderni impianti, con i moderni filtri di abbattimento delle emissioni, non inquinano, ma generano energia pulita da fonti rinnovabili.

Senza dimenticare che ragionare in termini di filiera corta non solo del processo produttivo, significa legare l’utilizzazione di energia alla fonte di produzione del combustibile portando vantaggi tangibili al territorio in termini di costo dell’energia più vantaggioso e di benefici ambientali sia per il sistema delle imprese sia per i cittadini.

Un’ulteriore risposta agli obiettivi della Regione Toscana, che ne ha fatto un punto strategico del Programma regionale di sviluppo  e dell’Unione Europea per l’incremento di energia pulita prodotta da fonti rinnovabili.